venerdì 22 luglio 2016

Le opere di Dio.

Le opere di Dio

Ricordare per essere stabiliti nella verità.

Salmo 136. Questo salmo ci invita a guardare indietro, valutando l'opera che Dio ha compiuto.
Quando attraversiamo le situazioni della vita non ci rendiamo conto del suo operare, ma quando consideriamo fatti del passato completamente conclusi allora vediamo più chiaramente il suo intervento.
Matteo 16:9 Non capite ancora e non vi ricordate dei cinque pani dei cinquemila uomini e quante ceste ne levaste?
2Pi 1:12 Perciò avrò cura di ricordarvi del continuo queste cose...
v.13 : E stimo ogni cosa giusta finché sono in questa tenda, di risvegliarvi ricordandovele...
v.15 : Ma mi studierò di far sì che dopo la mia dipartenza abbiate sempre modo di ricordarvi di queste cose. 
Nel salmo 78 al v.6 e 7 dice : Perché fossero note  alle generazioni avvenire, ai figli che nascerebbero
ond'essi ponessero in Dio la loro speranza e non dimenticassero  le opere di Dio.

Le opere che lui compì a favore del suo popolo hanno influenza ancora oggi per noi e per i figli che abbiamo o che ancora devono nascere. Alcuni dissero a Gesù 'mostraci un segno dal cielo'.
I segni dal cielo sono scritti nella parola, in maniera accurata ed ordinata affinché crediamo. I prodigi antichi sono ancora validi perché Dio non cambia, non muto , in lui non c'è ombra di rivolgimento,né pentimento,lui non dà a misura, ma è largo nel donare è generoso e abbondante.
Posso tranquillamente fidarmi di lui basandomi anche solo sui segni che ricevettero i patriarchi , perché se con loro si comportò in una certa maniera, lo farà con me nella medesima maniera.


Quando la Parola dice che chi opera giustamente ed è pio è accetto agli occhi di lui,Atti 10:35 e poi leggiamo le affermazioni del cieco guarito da Gesù,Giov. 9:31 capiamo che queste leggi divine non mutano mai, nemmeno passando i millenni, e i regni della terra.

Il tabernacolo era fissato su 96 basi d'argento inamovibili, le stesse per tutta la sua durata, con la loro forma, peso e composte dello stesso materiale .Esodo 38:27
 Questo per me significa che Dio ci tieni a farci sapere che non ha nessuna intenzione di mutare, quello che lui dice non ha scadenza, è valido eternamente.
 Salmo 78:22 Perché non aveano creduto in Dio, né avevano avuto fiducia nella sua salvazione;
 Riassumendo:


  1. Torno a riflettere sulle sue opere
  2. ravvivo la mia memoria
  3. ora che mi fido, mi appoggio a lui 
  4. lui mi ama. 


mercoledì 20 luglio 2016

9.53 20/07/2016   Conosciamo nostro Padre




Sono assolutamente certo che Dio Padre, prima di permettere l'inizio della stesura della sua parola, aveva già organizzato ogni cosa, secondo me aveva già scritto il finale di apocalisse.

Perché ci è stata data la Parola, a che servono tutti questi libri che noi chiamiamo Bibbia?
Potrei prendere materiale da Internet, leggere quello che persone molto colte, intelligenti ed ispirate hanno scritto, ma invece voglio capire cosa so io. Cosa credo io?

Credo che i libri della Bibbia ci siano stati dati per farci capire, non per dimostrare concretamente, ma per stimolare la nostra fede. Alcuni libri trattano di argomenti che contengono una tale ferocia che difficilmente si riescono a spiegare o accettare.

La Bibbia è la mia mappa spirituale, dove sono raccolti i sentieri nei quali devo camminare e quelli nei quali devo ben guardarmi dal camminare. Credo anche che la Parola non mi spiega chi è Dio, da dove viene, come fa ad essere Eterno, la Parola non mi vuole convincere che ha ragione, il suo modo di parlare indica che ha ragione, che io lo creda o no.

Qui in Ecuador non faccio molta fatica a farmi riconoscere, il mio modo di gesticolare con le mani o le espressioni del viso, il nostro modo di mangiare, di essere corretti e puntuali oppure anche il fatto che spesso alzo la voce, per discutere e per ridere.Il fatto che io sia di una terra lontana lo si capisce senza che io intenda dimostrarlo, credo che il Padre abbia agito così nella stesura della sua parola.


Per questo motivo quando leggiamo i primi libri, poco si dice del creatore, mentre molto si dice della creatura. Dio meditò il lavoro da fare, l'organizzazione del creato e la formazione dalla polvere della terra, dell'uomo.

Così grande il suo desiderio di amarci che i suoi pensieri fin dall'inizio contemplarono l'idea di riscattarci dal dominio del peccato tramite il sacrificio di Cristo.Il suo intimo desiderio non è quello che possiamo essere solo felici, ma che ci gloriamo del fatto che lo conosciamo di persona.

Geremia 9,24

ma chi si gloria si glori di questo:
che ha intelligenza e conosce me,
che sono il SIGNORE.
Io pratico la bontà, il diritto e la giustizia sulla terra,
perché di queste cose mi compiaccio», dice il SIGNORE.


Dato che la parola di Dio parla di tutto ciò che esiste, contempla necessariamente anche quello che non vediamo, quello è il suo creato, il suo vivere quotidiano.Non lo vedo ma chi è di quelle parti me ne parla . Parlando di me e Mariuxi, Dio ci conobbe prima di ogni cosa, pensò ai nostri nomi, fisionomia, colori e forme. Pensò al nostro carattere e decise varie possibilità perché l' Evangelo ci fosse presentato.

Disegnò un piano che Gli desse tutta la gloria, e bramò nel suo cuore metterci a capo del suo progetto.Un piano che ci rendesse felici, ricchi di benedizione, due esseri umani sui quali riversare il suo amore infinito.

Quando vedo o sento o entro in contatto con cose belle la mia prima reazione è quella di dire "ci fossero mia moglie e le mie figlie". Il desiderio di condividere fa parte dell'amore, fare parte a qualcuno di quel che ho o che so. Non per dimostrare che io sono meglio e che so tutto, come erroneamente facevo, ma perché anche loro possano trovare giovamento.

Quando medito e trovo gioia, la vorrei dividere fra tutti, ma con le parole non si ottiene l'effetto desiderato. L'emozione che sorge in me al vedere una scena commovente, in mia moglie fa l'effetto sonnifero.Diversi anche nella sensibilità. Il Padre sa invece come comunicare ad ognuno il suo pane quotidiano, perché da Lui proveniamo, Egli ci ha fatti ed è il Signore del Nostro spirito.

 Geremia 9:23       "Così parla l'Eterno:Il savio non si glori della sua saviezza... ma chi si                                gloria si glori di questo che ha intelligenza e conosce me"

Non perché so molte cose, non perché ho studiato molto in quanto alle Sacre Scritture, ma mi glorio di poter conoscere personalmente l'autore di quei testi. Adamo conversava con Dio Padre, non aveva con sé la Parola, perché era a contatto con il Padre. Fede e speranza finiranno quando lo vedremo ed il nostro educatore, questo amato libro, alla sua presenza si farà da parte perché il suo lavoro sarà completato.

Imparo a conoscere Dio per mezzo delle scritture fino al momento in cui ne godrò pienamente di persona. A domani.

martedì 19 luglio 2016

                            Paura o Fiducia

Il Testo che prenderò in considerazione oggi, è il secondo libro dei Re, capitolo 6, versetto 15    

15 Il giorno dopo, l'uomo di Dio, alzatosi di buon mattino, uscì. Ecco, un esercito circondava la città con cavalli e carri. Il suo servo disse: «Ohimè, mio signore, come faremo?». 16 Quegli rispose: «Non temere, perché i nostri sono più numerosi dei loro». 


Quest'uomo si sveglia come comunemente faceva, era parte del suo vivere quotidiano,quando ad un tratto si trova davanti uno scenario imprevisto. Ripeto, l'uomo era sveglio, era al suo posto facendo il suo dovere, si trovava nella posizione corretta, ma DAVANTI a lui gli si para un Problema. Possiamo chiamare il problema: Prova, Afflizione, Sofferenza, Tentazione, a volte vengono come conseguenza del nostro agire altre volte solo perché devono arrivare. La loro presenza serve a noi per valutare in che condizioni è la nostra fede. Questo PROBLEMA non ha voce, solo c'è la sua presenza, ha però una forma che già basta a incutere timore ed è la quantità di persone che formavano l'esercito 'un gran numero di soldati con cavalli e carri' e la posizione ' accerchiavano o circondavano' che significa che non v'era nessuna possibilità di fuga.
  1. Una Difficoltà mi sta davanti
  2. È una Difficoltà molto al di sopra della mia forza, ha dei numeri molto grandi.
  3. Si trova ovunque intorno a me.
  4. Non si ode rumore alcuno, è ferma, attende.      
Al presentarsi del problema ecco la reazione, il confronto con questa entità nuova, e la dichiarazione quasi immediata che con le sole mie forze non ce la farò.


Mi domando, "ma se invece di un esercito ci fossero state tre persone? O se fossero state dieci malintenzionati? Che cos'è che fa la differenza, il numero, la loro forza o come sono stati allenati per combattere?"

Fatto sta che il problema si è presentato e il servitore vorrebbe che non ci fosse perché lo mette in una situazione alla quale non è preparato.Fintanto che il suo dovere di servo dell'uomo di Dio gli imponeva certi compiti, il loro svolgimento non gli era molto gravoso, credo, ma non appena il Signore del servo di Dio volle mettere alla prova pratica la sua conoscenza letterale, ecco il disagio, la paura che affiora.

Per poter proseguire necessito prendere un po' della storia del pastorello Davide, che dopo essere stato unto Re da Samuele, si trovò in una condizione che non aveva scelto lui, che è riportata in 1Sam 17:17.



20 L'indomani Davide si alzò di buon mattino, lasciò le pecore a un guardiano, prese il suo carico e partì come Isai gli aveva ordinato; 

Anche lui si alza di buon mattino, anche lui svolge il suo lavoro con obbedienza, e anche davanti a lui si para un Problema. Anche il Problema di Davide aveva delle dimensioni ben descritte, per farci comprendere la misura della sua forza.Ma questo giovinetto, grazie alle sue precedenti esperienze reali e non teoriche, nei versetti successivi può fare dichiarazioni con fede, che lo portano ad essere per noi un esempio da seguire.

Uguali situazioni, con Difficoltà distinte, ma con reazioni opposte. Uno con un credo teorico, che deve appellarsi al suo maestro perché questa è l'unica cosa che gli viene d'istinto, mentre l'altro che sa stare in piedi da solo perché è forte.
Davide guarda il suo avversario negli occhi, non lo teme, quindi lo può descrivere senza ingigantirlo nè sottostimarlo. L'accurata descrizione è data da un'altrettanto buona osservazione. Da notare che nel primo caso la descrizione dice solo:  Ecco, un esercito circondava la città con cavalli e carri.

  1. Lo scopo della venuta della Prova
  2. La ricchezza che ho "veramente"dentro di me 
  3. La fede messa alla prova
  4. Quanto mi arricchisco ogni volta che sto con il Maestro o con i suoi figli?

                                                                                                                   A presto.