Il Testo che prenderò in considerazione oggi, è il secondo libro dei Re, capitolo 6, versetto 15
15 Il giorno dopo, l'uomo di Dio, alzatosi di buon mattino, uscì. Ecco, un esercito circondava la città con cavalli e carri. Il suo servo disse: «Ohimè, mio signore, come faremo?». 16 Quegli rispose: «Non temere, perché i nostri sono più numerosi dei loro».
Quest'uomo si sveglia come comunemente faceva, era parte del suo vivere quotidiano,quando ad un tratto si trova davanti uno scenario imprevisto. Ripeto, l'uomo era sveglio, era al suo posto facendo il suo dovere, si trovava nella posizione corretta, ma DAVANTI a lui gli si para un Problema. Possiamo chiamare il problema: Prova, Afflizione, Sofferenza, Tentazione, a volte vengono come conseguenza del nostro agire altre volte solo perché devono arrivare. La loro presenza serve a noi per valutare in che condizioni è la nostra fede. Questo PROBLEMA non ha voce, solo c'è la sua presenza, ha però una forma che già basta a incutere timore ed è la quantità di persone che formavano l'esercito 'un gran numero di soldati con cavalli e carri' e la posizione ' accerchiavano o circondavano' che significa che non v'era nessuna possibilità di fuga.
- Una Difficoltà mi sta davanti
- È una Difficoltà molto al di sopra della mia forza, ha dei numeri molto grandi.
- Si trova ovunque intorno a me.
- Non si ode rumore alcuno, è ferma, attende.
Mi domando, "ma se invece di un esercito ci fossero state tre persone? O se fossero state dieci malintenzionati? Che cos'è che fa la differenza, il numero, la loro forza o come sono stati allenati per combattere?"
Fatto sta che il problema si è presentato e il servitore vorrebbe che non ci fosse perché lo mette in una situazione alla quale non è preparato.Fintanto che il suo dovere di servo dell'uomo di Dio gli imponeva certi compiti, il loro svolgimento non gli era molto gravoso, credo, ma non appena il Signore del servo di Dio volle mettere alla prova pratica la sua conoscenza letterale, ecco il disagio, la paura che affiora.
Per poter proseguire necessito prendere un po' della storia del pastorello Davide, che dopo essere stato unto Re da Samuele, si trovò in una condizione che non aveva scelto lui, che è riportata in 1Sam 17:17.
20 L'indomani Davide si alzò di buon mattino, lasciò le pecore a un guardiano, prese il suo carico e partì come Isai gli aveva ordinato;
Anche lui si alza di buon mattino, anche lui svolge il suo lavoro con obbedienza, e anche davanti a lui si para un Problema. Anche il Problema di Davide aveva delle dimensioni ben descritte, per farci comprendere la misura della sua forza.Ma questo giovinetto, grazie alle sue precedenti esperienze reali e non teoriche, nei versetti successivi può fare dichiarazioni con fede, che lo portano ad essere per noi un esempio da seguire.
Uguali situazioni, con Difficoltà distinte, ma con reazioni opposte. Uno con un credo teorico, che deve appellarsi al suo maestro perché questa è l'unica cosa che gli viene d'istinto, mentre l'altro che sa stare in piedi da solo perché è forte.
Davide guarda il suo avversario negli occhi, non lo teme, quindi lo può descrivere senza ingigantirlo nè sottostimarlo. L'accurata descrizione è data da un'altrettanto buona osservazione. Da notare che nel primo caso la descrizione dice solo: Ecco, un esercito circondava la città con cavalli e carri.
- Lo scopo della venuta della Prova
- La ricchezza che ho "veramente"dentro di me
- La fede messa alla prova
- Quanto mi arricchisco ogni volta che sto con il Maestro o con i suoi figli?
A presto.
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