mercoledì 20 luglio 2016

9.53 20/07/2016   Conosciamo nostro Padre




Sono assolutamente certo che Dio Padre, prima di permettere l'inizio della stesura della sua parola, aveva già organizzato ogni cosa, secondo me aveva già scritto il finale di apocalisse.

Perché ci è stata data la Parola, a che servono tutti questi libri che noi chiamiamo Bibbia?
Potrei prendere materiale da Internet, leggere quello che persone molto colte, intelligenti ed ispirate hanno scritto, ma invece voglio capire cosa so io. Cosa credo io?

Credo che i libri della Bibbia ci siano stati dati per farci capire, non per dimostrare concretamente, ma per stimolare la nostra fede. Alcuni libri trattano di argomenti che contengono una tale ferocia che difficilmente si riescono a spiegare o accettare.

La Bibbia è la mia mappa spirituale, dove sono raccolti i sentieri nei quali devo camminare e quelli nei quali devo ben guardarmi dal camminare. Credo anche che la Parola non mi spiega chi è Dio, da dove viene, come fa ad essere Eterno, la Parola non mi vuole convincere che ha ragione, il suo modo di parlare indica che ha ragione, che io lo creda o no.

Qui in Ecuador non faccio molta fatica a farmi riconoscere, il mio modo di gesticolare con le mani o le espressioni del viso, il nostro modo di mangiare, di essere corretti e puntuali oppure anche il fatto che spesso alzo la voce, per discutere e per ridere.Il fatto che io sia di una terra lontana lo si capisce senza che io intenda dimostrarlo, credo che il Padre abbia agito così nella stesura della sua parola.


Per questo motivo quando leggiamo i primi libri, poco si dice del creatore, mentre molto si dice della creatura. Dio meditò il lavoro da fare, l'organizzazione del creato e la formazione dalla polvere della terra, dell'uomo.

Così grande il suo desiderio di amarci che i suoi pensieri fin dall'inizio contemplarono l'idea di riscattarci dal dominio del peccato tramite il sacrificio di Cristo.Il suo intimo desiderio non è quello che possiamo essere solo felici, ma che ci gloriamo del fatto che lo conosciamo di persona.

Geremia 9,24

ma chi si gloria si glori di questo:
che ha intelligenza e conosce me,
che sono il SIGNORE.
Io pratico la bontà, il diritto e la giustizia sulla terra,
perché di queste cose mi compiaccio», dice il SIGNORE.


Dato che la parola di Dio parla di tutto ciò che esiste, contempla necessariamente anche quello che non vediamo, quello è il suo creato, il suo vivere quotidiano.Non lo vedo ma chi è di quelle parti me ne parla . Parlando di me e Mariuxi, Dio ci conobbe prima di ogni cosa, pensò ai nostri nomi, fisionomia, colori e forme. Pensò al nostro carattere e decise varie possibilità perché l' Evangelo ci fosse presentato.

Disegnò un piano che Gli desse tutta la gloria, e bramò nel suo cuore metterci a capo del suo progetto.Un piano che ci rendesse felici, ricchi di benedizione, due esseri umani sui quali riversare il suo amore infinito.

Quando vedo o sento o entro in contatto con cose belle la mia prima reazione è quella di dire "ci fossero mia moglie e le mie figlie". Il desiderio di condividere fa parte dell'amore, fare parte a qualcuno di quel che ho o che so. Non per dimostrare che io sono meglio e che so tutto, come erroneamente facevo, ma perché anche loro possano trovare giovamento.

Quando medito e trovo gioia, la vorrei dividere fra tutti, ma con le parole non si ottiene l'effetto desiderato. L'emozione che sorge in me al vedere una scena commovente, in mia moglie fa l'effetto sonnifero.Diversi anche nella sensibilità. Il Padre sa invece come comunicare ad ognuno il suo pane quotidiano, perché da Lui proveniamo, Egli ci ha fatti ed è il Signore del Nostro spirito.

 Geremia 9:23       "Così parla l'Eterno:Il savio non si glori della sua saviezza... ma chi si                                gloria si glori di questo che ha intelligenza e conosce me"

Non perché so molte cose, non perché ho studiato molto in quanto alle Sacre Scritture, ma mi glorio di poter conoscere personalmente l'autore di quei testi. Adamo conversava con Dio Padre, non aveva con sé la Parola, perché era a contatto con il Padre. Fede e speranza finiranno quando lo vedremo ed il nostro educatore, questo amato libro, alla sua presenza si farà da parte perché il suo lavoro sarà completato.

Imparo a conoscere Dio per mezzo delle scritture fino al momento in cui ne godrò pienamente di persona. A domani.

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